Feudalesimo mon amour
scritto il 9 November 2010 da angelikariganatouMentre si svolgono le prime lezioni per escort, nei sotterranei la Nostra si sta dedicando al suo ultimo hobby: la vasca di idromassaggio. Non la disprezzate per questo: anzi, siete tutti invitati ad immergervi, la vasca è molto grande. Entrate, prego, chi in bikini, chi in muta subacquea, chi in tuta da palombaro, chi nudo come un verme. Sentitevi liberi, qui nessuno ci fa caso. Com’è l’acqua? Bella calda? E quel getto proprio sulle lombari, non è un piacere sovrumano? Prego, chiudete gli occhi e godetevi la voce grave che vi sta parlando.
Ohibò, e chi è questo qua? E’ un sestessa di Ange è ovvio. Lei lo ha sempre ignorato, ma diciamolo, è un sestessa piuttosto comune, ce ne sono a miliardi, a palate, a cascate, con la mano drappeggiata sul mento o sulla fronte e lo sguardo molto intenso… non lo riconoscete? e via, ce lo avete pure voi: l’Opinionista.
Questi si adagia sul bordo della vasca, e mentre voi vi rilassate, lui si esprime: “Avete dunque visto la trasmissione Fazio-Saviano? Bella davvero la parte riguardante Falcone, ben fatta e intensa… Commovente Abbado, divertente Benigni… Tutto sarebbe filato liscio, ma quella parte della bandiera… Ragazzi, come si fa a tirar fuori quella orribile cosa? Ma davvero, che abbiamo da gloriarci all’ombra di una bandiera? Rispolverare Mazzini e la retorica risorgimentale, quando non abbiamo il senso dello stato nè del sociale, ed il senso dell’italia è vivo solo nei campionati di calcio – meno di quando i “nostri ragazzi” muoiono in guerre ben ombreggiate dalla stessa bandiera-? Ebbene, io dico, se è solo questo che sappiamo tirar fuori per rispondere alla Lega, e con tanto vacuo pathos, se proprio non abbiamo altri argomenti, io dico separiamoci! spezzettiamola questa cosa chiamata italia, torniamo ai granducati… perchè il concetto di stato, proprio qui, tra le nostre dita, ha fallito, ed è ora che lo riconosciamo.
Se ci dobbiamo ritrovare in mezzo a bandiere e patrie che non significano nulla, in nome di un preteso sentimento comune che svanisce poi nelle nostre scuole, negli ospedali, nelle università, nelle cabine elettorali, nel confronto con gli immigrati, con i disabili, nell’approccio all’economia, alle donne, alla giustizia, alla storia, ma si tira fuori nelle parate con amazzoni e veline, io dico per carità, torniamo ai feudi e restiamoci, perchè non abbiamo imparato niente in questi secoli di barbarie, perchè non solo non abbiamo il senso del mondo, ma non abbiamo neppure il senso di noi stessi.”
Egli disse.










