La forsesvolta

scritto il 11 March 2010 da angelikariganatou

A Nonsoingrad la neve cade fitta, stamattina. Cade sulle impalcature, sulle fondamenta degli ospedali, sugli embrioni di università e tribunali, sui facsimili di marciapiedi; ricopre con mano pietosa- e per questo, forse, minacciosa-, le temporanee strutture in cui si svolge la vita dei cittadini (o bisognerebbe dire quasivita?).  Sotto questa neve scivola a passi felpati una figura. Lungo cappotto scuro, bavero alzato, cappello e occhiali scuri: è la Nostra, vestita da spia.

Una mano sposta il polistirolo della potrebbeporta su cui ha appena bussato, e lei si intrufola in un ambiente scuro e pieno di spifferi. Ma qui, un repentino passaggio le spalanca una vasta sala, sorprendendola. Gli affreschi, il pavimento in marmo, i tappeti persiani, il sontuoso camino in cui crepitano ciocchi  grandi come baobab, precipitano la Nostra nello sgomento: come mai a Nonsoingrad esiste un posto simile? Dove sono i quasi, i forse, i potrebbeungiorno? “Si meraviglia?” le chiede il nonsoingradese di cui avete già fatto la conoscenza: altri non è che il sindaco uscente, detto il Generale. Aitante, vestito come un cosacco, la osserva con occhi distanti ed un sorriso che non si ha la forza di descrivere. “Eppure, alla gente sta bene, sa??…”, e le fa un cenno.

“Sono qui per quelle informazioni…” bisbiglia lei, umile. “Ah!L’immortalità…” fa le fusa il Generale, “Allora, mi racconti…” “Ecco, si…ma non ci siamo accordati…io e lei.” “Non c’è problema, mia cara; fornisco un servizio  di 350 escort con turni di reperibilità per le emergenze, le interessa? Fornisco auto di servizio- preferibilmente Porsche- vasche idromassaggio, colf, autisti, massaggi, lifting, labbra, posti di lavoro per parenti fino al quinto grado, contratti a termine, contratti senza termine, contratti di appalto, contratti sociali, delibere, decreti, crociere, vestiti, parrucchieri, cocaina, caffè con brioche, e amici di amici. Quindi, faccia il prezzo.Cortesemente, cinque minuti: ho un altro appuntamento.”

Mai la Nostra avrebbe creduto di cadere così in basso. Ma il pensiero di quello che sta succedendo ai suoi se stessa, il trash, la deriva, per non parlare del fatto che il quasialbergo è piuttosto scomodo, la convincono un’altra volta che è in gioco la sua salvezza. La Celeberrima deve perdere le elezioni. “Ha detto che darà l’immortalità solo a chi se la saprà guadagnare.” “Nient’altro? Maschiolandia cosa c’entra? Perchè quell’avvocato Bì le ronza sempre intorno?” “Non lo so; non si parlano mai, ma stanno sempre insieme…” “Ci farà sapere, non appena scoperto?” flauta lui, e, all’assenso della Nostra, continua: “Allora, qual è il suo prezzo?” Ange arrossisce: “Ehm…una vacanza…da sola…un week end, si può?”

Il Generale sfarfalla un nanosecondo; poi un tremito delle labbra introduce un malcelato tentativo di restare serio. Infine un liberatorio, sguaiato, interminabile scoppio di risa; e, tra le lacrime, “…vada, vada….un week end!!!! Ma si, ma si….”

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Il suo prezzo

scritto il 9 March 2010 da angelikariganatou

C’è una certa Ada…chiede se quando si è immortali si sarà eternamente vecchi…”. La Celeberrima distoglie lo sguardo dall’opera d’arte che Dante sta edificando  sulle sue unghie, giusto il tempo di produrre uno sbuffo di fastidio.”…certo che no!” risponde al Blogger, “… Ehi attento!” si stizzisce con Dante, che ha fatto cadere un vasetto di smalto. Il vegliardo si scusa, vermificando se stesso senza dignità. La Nostra osserva la scena, seduta poco più in là. Turbata, osserva Stallone che sventola la Celeberrima con un largo ventaglio di piume di uccello del paradiso; Dante che sta componendo un’ode mirabile micronizzandola in oro sulle lunghe unghie della diva; lo Zombie che le riversa di tanto in tanto un chicco d’uva tra le labbra…tutto questo rasenta l’intollerabile. Messer Dubbio le alita accanto, anche lui con gli occhi fissi sull’ignobile scena, senza profferir verbo.

Il Blogger continua a spulciare il blog. “Ah! Qui c’è un tale Maurizio Melchiorre che insinua…” “Mh? Cosa?” ciancica la Celeberrima sputando un semino con la classe che tutti le conosciamo. “Che Dante abbia sbagliato a scrivere…Immoralità invece di immortalità!” Un refolo gelido si abbatte nella quasistanza, investendo il vecchio artista. Lui sussulta, vacilla la testa canuta. Non è vero! strilla. Gli occhi di tutti gli sono inchiodati addosso, ma è la Celeberrima a parlare: “Immoralità? Hai scritto questo?” . Quindi si china a baciargli la fronte: “Tesoro mio -(è la prima volta che lo chiama così) ma sei un genio davvero allora! Cosa si può aspirare di più?”, si infervora, ” Promettendo sia l’immortalità che l’immoralità, mi garantisco il cento per cento dei voti!”.  ”Io..io…” balbetta con sollievo il vegliardo, e si imporpora, patetico nella sua passione senile. “Ma non è vero!” interviene il Blogger, “il Contratto Sociale esige che l’immoralità sia sottotraccia, e non sbandierata…il pubblico perderebbe di interesse…”  ”E noi lo cambieremo, il Contratto Sociale!” tuona Stallone, ansioso di farsi bello agli occhi della Celeberrima. “Ma…non so…pensiamoci…” balbetta un attimo lei, sorpresa; poi, comprendendo, spintona Messer Dubbio che le si era avvicinato a passo felpato.

Ora, Ange ha i crampi allo stomaco. Scene come queste si stanno ripetendo ogni giorno. Nella sua testa echeggia la voce del suo amico signor Esse, frequentatore pentito di  jet set, che le ripete un detto in veneto antico, usato in tali ambiti:ognuno abiamo il suo prezzo…e contro queste liriche parole la sua voce interiore che proclama: io non sono vendibile! vendibile! ibile!…sempre più fievole, sempre più simile ad un pigolio. Perchè da sotto quello “il suo prezzo” comincia a strisciare una spiaggetta solitaria, sabbia bianca, acqua cristallina, un cocktail con l’ombrellino e silenzio a fare da contrappunto alla risacca…e come un’automa impotente sente la sua bocca spalancarsi e rovesciare fuori una domanda alla Celeberrima: “Ma dimmi…cosa pensi di fare, con questa immortalità? La distribuirai a tutti? Proprio a tutti?” . La neve continua a cadere.

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Prove di immortalità

scritto il 5 March 2010 da angelikariganatou

A Nonsoingrad l’immortalità andrebbe a ruba, qualora la si lanciasse sul mercato. Si consideri solo quanti nonsoingradesi hanno dovuto abbandonare le loro spoglie mortali, senza aver mai avuto la gioia di veder terminato quello che avevano cominciato…E’ risaputo, non è comune tra noi questo spasimo impotente: noi  portiamo tutto a termine, non tralasciamo nulla,  non perdiamo mai un’occasione, nè permettiamo che si cristallizzi una parola non detta, o che le
nostre giornate sfumino nel nulla, disgregandosi nella pura disattenzione. E’ chiaro, bisogna compiere uno sforzo per entrare nella psicologia di un abitante di Nonsoingrad, e capire cosa voglia dire trascorrere l’intera vita tra
impalcature ed approssimazioni, e poi, sul più bello, morire senza aver concluso.

Vale la pena compiere questo gesto d’empatia, per capire quanto sgomento abbia suscitato nelle puodarsicase e nelle ungiornovie la notizia che la Celeberrima prometta, in caso di elezione, l’immortalità. La città è silenziosa, rarissimi i colpi di martello che ancora ieri imperversavano ovunque. Giovani e vecchi non hanno voglia di far niente, semplicemente. Tanto, dicono, c’è tempo…

Ma un gruppo di reazionari si è  indignato, perplesso e organizzato, e, dopo una notte di furiosa riunione,  i suoi delegati si materializzano sotto lo sguardo ancora un po’ stupito della Nostra, che sta consumando la colazione al quasialbergo del centro. “Vogliamo capire, ” esordisce uno di loro, dopo che gli altri hanno verificato l’assenza di spie, “…questa Celeberrima che affidabilità può avere…Quando dice di poter dare l’immortalità…intende per tutti?”. Ange deglutisce. “Non dovreste chiederlo a lei? Perchè non andate al Chissàpalazzo Reale, dove è alloggiata?”. L’uomo si fa ancora più vicino, esibendosi in un bisbiglio più morbido di una piuma: “Non ci fidiamo di lei…crediamo che ci siano potenze straniere che la controllano…questa Marsilio, o quella Maschiolandia, o entrambe…Secondo noi sei tu l’anello debole, ed è a te che chiediamo…” “Ah, lusingatissima.”, commenta la Nostra, piccata. ”Comunque io non ne so niente…e mi sembra curioso che mi chiediate a chi darà una cosa che  neppure esiste!”. Ma loro non si scompongono: “Sono dettagli! Quello che conta è chi l’avrà, non è vero?” e gli altri fanno cenno di si. “Anzi, se neppure esiste, questo non farà che aumentare il  nonsenso presso la popolazione, e le farà vincere le elezioni… Ora, veniamo a noi: indaga e facci sapere. Sapremo ricompensarti.” “E cosa vi fa pensare che io sia vendibile?” si impenna la Nostra, abbandonando il cucchiaino in una tazza- che sarebbe di the, se ci fosse stata la bustina.

“Tutti lo sono, e per molto meno di quello che loro stessi credono…”, sentenzia quello, mentre sta per rispondere al cellulare. Le fa un cenno di saluto, uscendo. Lo sente dire al telefono: “Carissimo! Come stai?…Cosa ti serve? Un rolexino? Ma si…quando? va bene…e un massaggino? Ma certo, certo carissimo! ah!ah!ah! birbantello!!!si, si tra due ore…ciaciaciaciao!”, dopodichè, finalmente, il silenzio. Ange si chiede se l’immortalità sia davvero questo gran vantaggio, dopotutto. (voi che dite?)

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Mano ai fazzoletti

scritto il 3 March 2010 da angelikariganatou

Dapprima un fremito di sfida, all’apparire degli occhietti da faina-cerbiatto dell’avv. Bì. Dopo, sorpresa, sgomento: dietro le spalle griffate del maschiolandese, infatti, scivola avanti, come un goffo iceberg, quella che alla Celeberrima appare la madre di tutte le disgrazie: la Nostra.

Si, e chi altri? SI tratta proprio della chioccia di questo blog, che vediamo ora indugiare a far avanzare i suoi pulcini Dante, Stallone, lo Zombie Amm.vo, il Blogger, Messer Dubbio, spingendoli lievemente con le sue ali orgogliose. Tanto basta per far superare alla Celeberrima la sorpresa, permettendole invece una picchiata nell’indignazione meno sfumata dell’universo.

“Che ci fate, voi, qui? Che volete? Chi vi ha invitato!”  sono infatti i suoi primi, commossi saluti. Feriti, gli altri si guardano l’un l’altro, cincischiando inutili mugolii. E’ invece l’avv.Bì ad intervenire in loro favore: “Sai, ti hanno cercata per mesi, dappertutto…” “E con questo? Tutti, mi cercano!” fa spallucce lei, e sgrana sussiego. Ange si fa forza e avanza incerta: “Siamo venuti fin qui per chiederti di tornare a casa…tu sei parte di noi e…” ma ammutolisce per la sarcastica risata della Celeberrima, che nel frattempo ha preso in braccio il ferlino e sembra in procinto di uscire. “HA HA HA! Ma cosa dici, scema! Parte di voi? Ma quando! Voi siete perdenti, mentre io, per vostra informazione, sono la candidata vincente, qui, e pure con il massimo del nonsenso…Ora comincia la campagna elettorale, infatti: non ho tempo per voi! Fatevi da parte!”

Dante, soffuso di efebico rossore, le si avvicina tremante: ” Lasciaci restare qui, allora!…Del resto parleremo poi, ora invece ti possiamo essere utili. Posso scrivere i tuoi discorsi!” Lei esita- ci pensa-fatto: “Mi sta bene…Niente rotture di scatole, intesi?” Il vegliardo si infiamma tutto, tira fuori un taccuino e una penna d’oca e si dispone a partorire subito un’opera elettorale: “Grazie! Ora, cosa proponi per essere eletta?” “Ah..non ci ho ancora pensato…vediamo: un milione di posti di lavoro!” “Ah…” bofonchiano gli altri, “…non è originale…No, proprio per niente…” “No? E allora…meno tasse per tutti?” “Nah….Lo dicono tutti…Devi trovare qualcosa che non sia mai stato detto!” Uffa, si impunta la Celeberrima, e con i lunghi tacchi rossi fa avanti indietro nella forsesala, pensando.  I secondi strisciano l’uno sull’altro, sempre più gonfi di attesa- quando stanno per tracollare nell’obesità, la diva si arresta, solleva il dito indice e annuncia: “Ci sono: l’immortalità!” Ooooh, esalano tutti. Questa è arte.

“Lo so…” risponde lei con sufficienza, ed esce. Ha l’appuntamento con la parrucchiera.

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In attesa della Primavera

scritto il 28 February 2010 da angelikariganatou

Facciamo un passo indietro: Ange ed i suoi se stessa, con l’avvocato Bì, sono sul treno diretti a Nonsoingrad, decisi più che mai a recuperare la Celeberrima e portarla a casa, prima che riesca a farsi eleggere con il massimo del nonsenso, facendo così perdere la faccia ad ognuno di loro- eccetto l’avvocato, è ovvio.

Ora veniamo ai fatti: dai vostri commenti, miei radi lettori, bisogna dedurre che non siete stati attenti, perchè con chi si accompagnava l’avvocato Bì avrebbe dovuto essere una sorpresa per la Celeberrima, non certo per voialtri…Ora, il fatto che Dante ridacchi spudoratamente, farfugliando- tra un singulto e un altro- che questa è la dimostrazione che i blog non sono una cosa seria, e che nessuno li tiene in considerazione nè gli presta attenzione, dovrebbe essere sufficiente a smuovere in ognuno di voi un senso di indignazione-vero? già lo avvertite… Seguito poi da un sobollio di desiderio di vendetta sul vil marrano- ma si, quel prurito che si fa strada lungo la schiena…no? Seguito infine da un pieno, orgoglioso sussulto di solidarietà verso il vostro Blogger, qui impavido a ergersi verso le nuove frontiere dell’Arte, e producendo difatti- voi ne convenite- un vero Capolavoro. Se ne aspettano i segni, dunque, ringraziando in anticipo per la sensibilizzazione forzata cui vi siete sottoposti.

Ma torniamo a noi, dunque: si sentono dei passi oltre il cellophane del saràportone. La Celeberrima si compone dritta e regale, pronta a ricevere l’avvocato. “Prego!” lo invita in lieve baritono. Ma non immagina chi lo accompagna….

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La realtà non è un genio

scritto il 24 February 2010 da angelikariganatou

A Nonsoingrad i viali sarebbero belli, se fossero asfaltati, le statue sarebbero magnifiche se fossero scolpite, i palazzi sarebbero solenni, se venissero eretti. Dovunque, invece, campeggiano impalcature e abitazioni provvisorie, in vista della fine dei lavori. Pezzi di lamiera, dolmen da cesellare, paraurti di macchine abbandonate fanno da sostegno a questi rifugi- si ribadisce temporanei. E’ sotto una di queste strutture, la Forsesala municipale, che, illuminata dall’ovale di un quasicerchione  che funge da semifinestra, sospira la Celeberrima.

E’ talmente stufa… Non capisce come mai il mondo non la segua, grato della sua esistenza , e al contrario sembra sia lei a dover seguire il mondo, qualsiasi cosa questo sia. Ma non si rendono conto? Che c’è da vagheggiare altro, una volta incontrato il sublime che lei rappresenta? Si, i nonsoingradesi, bisogna dar loro atto, la eleggeranno, non ha dubbi. Ma che fatica, lei che ha idee geniali ad ogni respiro, doverle adattare alla realtà, così arida e immota…e sentirselo anche imporre! Ogni volta che si degna di dire: idea! faremo questo- tac, si catapulta qualcuno che sciorina miriadi di commi e codicilli di vile realtà, per dimostrarle che non è realizzabile. Certo, apprezzano le intenzioni; ma si rifiutano ostinatamente di manipolare i parametri che le rendono la vita così povera di glamour.

Sulle sue ginocchia il ferlino. Lei lo sta spulciando con  lunghissime unghie rosse e lenti eleganti movimenti, quando quello alza di scatto al testa: “Sta arrivando il padrone!” le annuncia ( i ferlini sanno tutto di tutti). “L’avvocato Bì? Perchè?” trasalisce lei. “Corre voce che hai dimenticato il patto che avete fatto…di lavorare sottobanco per il bene di Maschiolandia…” “Corre voce!…Ne corrono talmente tante, persino che tu sia santo!” strilla la Celeberrima, saltando su con il maligno scopo di far cadere il ferlino; ma lui si aggrappa con tutte le unghiette alla sua gonna di chiffon, e lei è troppo signora per mostrare delusione. Continua quindi stizzita: “Ma questo glielo hai detto tu! E chi, se no…se pensi che ti darò ancora caviale…mangerai solo quattrosaltinpadella d’ora in poi!”. A queste mortali parole, il tenero animaletto cade a terra;brandelli di stoffa gli si aureolano intorno. La guarda sconsolato e la Celeberrima si ammorbidisce. Conclude compresa di dignità :”Sappilo, non ho certo paura di lui, faccio quello che voglio, e se voglio me ne vado a Malibù tutta l’estate a spese della Marsilio… Sapessi quanto insistono!…Se non ho accettato finora,  è solo per voi!”

Si sentono dei passi oltre il cellophane del saràportone. La Celeberrima si compone dritta e regale, pronta a ricevere l’avvocato. “Prego!” lo invita in lieve baritono. Ma non immagina chi lo accompagna….

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Non diventare un’altra persona

scritto il 21 February 2010 da angelikariganatou

Diceva un uomo, parlando della moglie morta con l’eutanasia: che noi non vogliamo perdere la nostra dignità, che non si vuole “diventare un’altra persona quando si soffre“. Ma una persona invasa dai se stessa, e per di più in perenne conflitto tra loro, può capire quando è che diventa “un’altra persona”?

Eppure, c’è qualcosa che, nel momento in cui avviene, ti fa sentire di non esser più nè quello che eri, nè  quello che potresti essere; e questo a dispetto di quanto tu sia affollato dentro. Qualcosa di nuovo, di estraneo come una malattia devastante,  ma anche qualcosa di antico che ti incarcera dentro modi e reazioni, costringendoti in pantomime da cui non puoi liberarti. Io è un altro. La tua identità è un filo di sottile, friabile, ma non altrettanto fragile; è una percezione inviolabile che forse non puoi difendere, ma puoi reclamare. Forse qualcosa per cui vale la pena lottare, anche se costa.

Per questo la Nostra, nonostante Messer Dubbio le sieda accanto, è (più o meno) determinata a recuperare la Celeberrima, riportarla a casa; perchè sente, in qualche modo, che la sua integrità è legata alla propria identità, e non vuole che nessuno dei suoi se stessa si sfaldi nel magma della disattenzione. Finchè è possibile, finchè ha facoltà di scelta.

Nonsoingrad è vicino, ormai. L’avvocato Bì è con loro sul treno. Finalmente la loro ricerca volge al termine. Mai paesaggio scorse con maggiore leggerezza…..

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Sacri ideali

scritto il 19 February 2010 da angelikariganatou

L’avvocato Bì da Maschiolandia è un uomo suadente e navigato: sguardo vellutato, capelli bianchi abbinati a  spezzato grigio, sdrammatizzato però da cravatta  a colori vivaci. Con i gomiti appoggiati alla scrivania, osserva Ange ed i suoi se stessa, vagamente sornione. Si sono recati da lui tutti insieme, per una volta, allo scopo di verificare se la sua soffiata sia credibile. Inutile partire per l’ennesima spedizione da sfigati, senza indizi che non siano dicerie.

Ange lo guarda fisso e si figura minacciosa. “Mi dica, avvocato, è vero che alleva ferlini?” Lui fa un sobbalzo piccolo, e poi annuisce gravemente: ” Ebbene si, li allevo…” “Il ferlino della Celeberrima è del suo allevamento?” “Può essere…” A questa risposta si leva un improvviso brusio nella stanza:”E’ stato il ferlino a mettere certe idee in testa alla Celeberrima…”"E’ stato il ferlino a dirle di abbandonarci…” decodificano in crescendo i se stessa di Ange. Poi tacciono, e imprimono al silenzio un carico di rapace intensità. “Adesso vogliamo spiegazioni.”, fa da portavoce Hannibal, spuntato per l’occasione e persino gradito. Gli gronda saliva dai lunghi canini e ciò non sfugge all’avvocato, che deglutisce turbato.

“E’ vero…quel ferlino era stato addestrato…era tutto un piano: abbiamo attirato la Celeberrima a Maschiolandia, le abbiamo fatto provare cosa vuol dire essere davvero al centro dell’attenzione e del nostro maschio afrore…ma non abbiamo tenuto conto della vita glamour cui aspirava, e che neppure noi abbiamo saputo offrile…” e qui è partito inavvertitamente un missiletto contro il parterre assiepato davanti a lui, e altrettanto incapace (tutti deglutiscono turbati), “Insomma, alla fine, si era quasi stufata di noi- non è incredibile? Ma noi l’abbiamo convinta lo stesso, con la garanzia che non le avremmo mai chiesto di tornare a Maschiolandia…” “Convinta a fare cosa?” “Ad essere la nostra portavoce, la nostra candidata…” “Ma allora era vero!…” sussulta la Nostra, alzandosi e trattenendo un’improvvida nausea. “…era vero, si candida alle elezioni…!” “Ebbene….” ora l’avvocato Bì si compiace, “…si. E’ la nostra Candidata Vincente alla regione Nonsoingrad.” ” La vostr…! Vincen…!” Ange non riesce neppure a formulare una parola, figuratevi un pensiero. Ma l’avvocato va avanti: “Si! Lei ha già maturato il più alto nonsenso in quella regione, e noi è proprio quello che cerchiamo, per espanderci: nonsenso!Noi VINCEREMO!”

“Ah, allora….” reagisce la Nostra, con l’acume che le è proprio. “Va bene…ragazzi, andiamo a prenderla…”

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Il vuoto e lo spazio

scritto il 17 February 2010 da angelikariganatou

Curioso: un essere vivente può non piegarsi mai, ma capita che si risolva alla fine a  cercare posizioni ben più estreme di quelle che ha sempre evitato. E’ il caso di Stallone, che, tornato dall’infruttuosa spedizione a Maschiolandia, sia talmente avvilito da non voler più mantenere la stazione eretta, e lo si sia visto crollare prono col cipiglio di chi non intende alzarsi mai più. “Sul pavimento, pensa che cretino, poteva mettersi sul letto, almeno…che scena, yo, man!” ride il Blogger, che dal canto suo sta sviluppando un’odiosa attitudine a ridere di qualunque cosa.

La Nostra li ignora entrambi, come al solito. E’ del resto impegnata a verificare le voci sempre più insistenti riguardo un exploit della Celeberrima nel mondo della politica. Sarebbe roba ben strana, ma più ci pensa, più Ange la considera probabile. La visualizza benissimo in veste di gnocca di gemmazione maschiolandese, intenta a fare campagna elettorale. Non si tratta forse di una sorta di presentazione? Invece dei lettori, gli elettori; invece delle sue frasi fatte, gli slogan, invece di banalità, vacuità. Passerella, tailleur griffato, i lampi dei flash…moltissimo glamour. Cosa potrebbe volere di più?

Mentre rimesta nei suoi contatti fb, cercando notizie, la Nostra riflette. Se la Celeberrima vincesse qualche poltroncina, cosa accadrebbe? Qual è il carico che si aggiunge alla tua vita, quando deliberatamente scegli di venderti in cambio di vantaggi, assumendo una logica di puro cinismo? Sarebbe una cosa che non riguarderebbe solo la Celeberrima, sospetta Ange, ma avvelenerebbe con la sua stretta tutti i suoi se stessa, che, per quanto squinternati, sono quello che sono senza secondi fini. Pian piano finirebbero tutti in un vuoto molto glamour; mentre ora, anche se c’è distanza tra gli uni e gli altri, si muovono nello stesso spazio. Ogni scelta ha il suo costo; ma anche ogni costo riconosce una scelta, all’origine- è facile dimenticarli entrambi.

La Nostra indugia sui messaggi in arrivo, turbata. Qualcuno le ha scritto: la Celeberrima che stai cercando è qui.

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Perchè stupirsi?

scritto il 14 February 2010 da angelikariganatou

Una delle attività che più genera benessere a Maschiolandia è la seguente: mostrare foto delle proprie morose ai compagni. Può suonare forse sentimentale, fuori contesto: ma, che diavoli, anche loro sono umani, e bisogna  infine dargliene atto. E’ per questo che non si può fare a meno di commuoversi, quando li si vede intenti a passarsi di mano in mano i cellulari dove sono ritratte le proprie amate; pensate a quanta tenera sollecitudine li porta a fotografare quei dettagli, significativi solo per un cuore sensibile e innamorato (tette e culi in primo piano)… presi in quei momenti di reciproca intimità che si impreziosiscono poi nel condividerli con i propri amichetti durante le gozzoviglie, grufolando tutti insieme- avvertite quanta dolcezza, nel momento in cui affiora il compiacimento di quegli uomini sulla cinquantina, che approfittano di queste assemblee per consolidare la loro maturazione e la loro esperienza.

Diventa quindi un problema interrompere tali estasi collettive, e perciò Stallone esita. I dipendenti della mutlinazionale libica si stanno giustappunto dedicando a tale attività quando lui fa il suo ingresso. Dilemma: aspettare, e nell’attesa unirsi a loro? Oppure continuare imperterrito nella sua missione, incurante dei sentimenti altrui? Ma è fortunato: colui che si rivela subito quale Sindaco di Maschiolandia in pectore, si accorge della sua presenza, e identificandolo dall’aspetto, lo prende subito quale concittadino. Prego, lo invita cordialmente, nel contempo mostrandogli uno o due dei suoi pettorali e la foto che campeggia sul suo cellulare (parti intime che sorridono con affetto). Possiamo aiutarla? Io…cercavo la…Celeberrima…quasi balbetta il nostro nerboruto, ed il solito cuore prende a martellare all’impazzata. Gli altri si guardano perplessi.

“Ma…chi…sarà quella figa bionda..? O quella con quel decolletè da urlo? Ma no, quella con quel culo a mandolino..?” ridacchiano un momento, scambiandosi qualche sventagliata di testosterone per gradire. “No, io parlo della Celeberrima, quella impegnativa, un po’ acidina, con un ferlino…” “QUELLA COL FERLINO???” fanno eco gli altri, “Per carità, dio ce ne scampi…è stata effettivamente qui per un periodo…ma se ne è andata urlando come una vipera…Sai com’è, qui ha trovato solo uomini veri, mica mammolette…” , si compiace. Se potesse curvare le spalle, Stallone sarebbe già imploso. Trova la forza di chiedere: ” E dove è andata?” ” E chi lo sa…magari sì è trovata qualche cicisbeo..Sai che poi alla fine, le donne vanno solo in cerca di sistemarsi- uno che lavora in banca, e le paturnie sono belle e finite…E’ un fatto genetico; fanno un gran strillare, ma poi si finisce sempre per dover dire: Wilma dammi la clava, e là fuori nella giungla, a caccia di dinosauri, ci vai tu e lei sbafa. Eh, è la vita!” conclude filosoficamente il Sindaco, tra ampio annuire del pubblico.

Stallone si gira per andarsene sconsolato, quando il Sindaco lo ferma, gli mette un braccio sulle spalle: “Ma senti, tu…non mi sembri proprio il tipo del cicisbeo, che te ne fai di quella rompiballe starnazzante? Resta qui, no? Ti potrei fare assessore, che ne dici, eh? E poi, se hai bisogno di farti una ripassatina, conosco una ragazza…una Francesca…”

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